Erano passati due anni da quando l'eroico Procioninator aveva soffocato nel sangue la rivolta dei Racconiani.Il ricordo del suo eroico sacrifico e quello del figlio Silano,Silvano,beh insomma e dell'altro ancora faceva piangere i cuori di tutto il mondo.
Da quel giorno tutto era ritornato ad essere normale e la vita del genere umano era tornata a scorrere veloce.
In quegli anni di quiete e speranze Monsieur Lola era diventato un vero pezzo da novanta.
La sua geniale intuizione di vendere la torre Eiffel ai cinesi per ricavare i soldi necessari a muovere guerra alla Cina stessa aveva risollevato la Francia dalla crisi economica piu' profonda del millennio.Ora il novanta per cento della nazione aveva un lavoro piu' o meno sicuro dato il gran numero di cinesi,l'esercito era sempre alla ricerca di nuove reclute e il commercio d'armi non aveva mai toccato livelli cosi' alti.
Ottenuto il nobel per l'economia globale,la sua scalata verso il successo procedeva a rtmi elevatissimi.
Infatti grandi politici come Putin,Blatter ed il neo presidente americano lo conoscevano oramai come "Le Rua homodecisif".L'amicizia era cosi profonda che Lola si permetteva spesso di dare gogliardici soprannomi a quelli che ormai considereva suoi amici di poco a lui inferiori.

Ad esempio durante l'inaugurazione delle torri gemelle parigine;chiamate cosi' non per ricordare quelle new yorkesi ma per essere state edificate simili al polpaccio del nuovo eroe locale,si ricorda con un sorriso come Lola, chiamato a tagliare il nastro l'amico Obama,gli abbia consegnato le forbici dicendo"Tel chi negrat",sollevando cosi' grasse risate.
Ma questo luminare della fianza ha saputo anche distinguersi in opere umanitarie come aiutare i senza tetto a trovare la propria strada e sfamare gli animali dello zoo ed il tutto con una sola geniale idea,unire le due cose.
Mai sazio di premi,per queste opere di divina carita' aveva vinto l'ambito "Oscar del magnanimo" rilasciato dal vaticano ogni 50 anni alla persona piu' vicina al papa per misericordia.
Inoltre la sua umilta' aveva fatto di lui non solo un uomo apprezzato dai piu' agiati ma anche una celebrita' agli occhi del popolo.
Non dava mai a pesare la sua ricchezza ed impediva a chiunque di considerarlo al di sopra degli altri.Ogni volta che qualcuno si recava presso il suo castello a Carcassonne non si rifiutava mai di salutarlo con un cenno dalla sua jacuzzi olimpionica e ad offrirgli qualche centesimo dalla torre, facendo lanciare il denaro dalle sue private miss maglietta bagnatta.
Tutto quello sfarzo non lo aveva pero' allontanato dalle sue radici e proprio per questo aveva deciso di prendere quel volo per Treviso.
Qualcosa gli puzzava e non era certo quel panzone del sedile accanto.Certo si era permesso di rilasciare innavvertitamente un peto sulla sua maglia in puro panda albino,ma ora che gli aveva spezzato il collo, tutto filava armoniosamente.
No qualcos'altro lo insospettiva.Da giorni non riuscira a ricevere ,sul suo tv color al plasma olimpionico, notizie da antenna tre
Inotre,ultimamente non era stato contattato dai suoi uomini incaricati di sorvegliare Benji il sovrano dei Raccoon,esiliato dopo la sconfitta del suo popolo nel san siranese.

Questi pensieri lo perseguitavano e anche in quel momento stava cercando di darsi una spiegazione.
Improvvisamente uno scossone lo risveglio' dal suo stoico torpore.
"Maledetta air lingus avrei potuto prendere il mio jet privato ma sono troppo affezionato a queste carrette!"esclamo.
Poi memore della disavventura dublinese non aveva avuto problemi a calmarsi.
Stani rumori continuavano a sentirsi dall'esterno e tutt'intorno a lui si era creato il panico.
Iniziava a stizzirsi di fronte a tanto rumore e decise di risolvere il tutto alla sua maniera.Cinque minuti piu' tardi tutti giacievano al suolo silenti e doloranti.
Sapevano cosa li aspettava se avessero emesso il benche minimo sibilo e Lola che roteava il suo PL fischiettando non faceva altro che rammentare loro la terribile sorte che li aspettava.
Ecco pero' che ai rumori si aggiunsero pure sinistre turbolenze.
A quel punto Lola fu colto da un terribile dubbio.Guardo' fuori dal finestrino e tutto gli apparve limpido.Sinistre figure alate stavano attaccando l'aereo proprio all'atezza di Quinto di Treviso.Corse subito verso la cabina di pilotaggio,aperta la pota fu salvato solo dalla prontezza dei suoi allenatissimi bicipiti.Il vetro era stato distutto e se non si fosse energicamente ancorato ad un sedile anche lui,come i piloti, sarebbe stato risucchiato nel vuoto.
Una cosa era certa l'aereo stava precipitando e non avrebbe potuto fare nulla per fermarlo.
Nessuno,in tale circostanza, sarebbe riuscito a frenare il panico ma lui non aveva di questi problemi poiche' il panico stesso lo temeva.
Calmo si diresse verso il suo sedile.Apri lo sportello ed estrasse il suo bagaglio a mano.
Con spartana fermezza inizio' a spoglirsi.
Quindi con altrettanta incredibile decisione indosso i suoi fedeli guanti da palestra,gli scaldamuscoli e una attilata maglia nera della nike su cui aveva stampato la segente scritta:"Lola just fear him"!Completato questo rito si preparo' a modo suo all'inevitabile schianto.
La pista dell'aeroporto era in fiamme.Il buio della notte era stato spazzato via dalle luci dell'incendio causato dallo schianto del volo 1313 dell'Airlingus.
La carcassa ancora fumante del velivolo con orribili suoni lanciava segnali di morte.
Ma qualcosa di strano si notava proprio al centro dell'aereoplano distrutto.
Un taglio netto che partiva dalla meta' a finiva all'atezza della coda.
Proprio li le fiamme rilettevano contro qualcosa.Il petto di Lola riluccicava attraverso i brandelli della sua maglietta.
"Les Rua" era ancora vivo.Immobile nella sua posa puramente isometrica aveva attutito l'utro squarciando con i dorsali la carena dell'aereo che gli era scivolata addosso come il burro su un ferro arroventato.Una goccia di sudore gli colo'sulla patriottica mascella e lo fece rinvenire dalla trance isopotente in cui si trovava.
Scrollatosi una turbina dal deltoide si guardo' attorno.Nessuno era sopravvissuto.
Ma non fu questo a scioccarlo,perche' le urla dei passegeri non permettendogli una perfetta isometria lo avevano costretto all'uso della Rdodcl(Rottura dell'osso del collo Lola).L'intero aereoporto era stato distrutto e lo stesso valeva per gli edifici vicini.Fiamme e boati provenivano dalla citta'.
L'apocalisse sembrava essersi abbattuta su Treviso.

Non ci poteva credere.Che i famelici raccoon fossero la causa di tutto questo.No i procioni non potevano volare!A meno che.....
La risposta non tardo' ad arrivare.Un lamento.Lola guardo verso sinistra.Un corpo in fiamme si contorceva dal dolore.Avvicinatosi colpi' il terreno con un pl propio a pochi centimetri dal malcapitato.La potenza fu tale da spegnere le fiamme.Tolto dalle nocche della mano destra il cemento rimasto dalla buca formatasi nel terreno fisso con odio cio' che aveva appena salvato.
Dunque i Raccoon non solo non si erano estinti, ma avevano ache portato a termine il loro piano.No come aveva potuto essere tanto cieco,eppure dinnanzi a se aveva la testimonianza di cio' che a lungo aveva temuto.
I Raccoon avevano trovato il modo di fondersi con altre creature.
La vista del Prociano che strisciava dinnanzi a lui non lasciava piu' dubbi(prociano= procione e gabbiano).
Il giorno del giudizio era solo stato rimandato dall'eroe Gino ed ora era suo dovere fermare la distruzione del genere umano.
Le fiamme riflesse nei suoi occhi rendevano la sua demoniaca espressione ancora piu' aggiacciante.Il suo corpo si contrasse a tal punto da far esplodere gli scaldamuscoli,portando alla luce il suo enorme e barzotto lola' di mezzo.
Prese l'essere immondo che strisciava verso la salvezza.
Mostrandogli il braccio urlo"Saluta il mio tricipite prima di volare all'inferno".Detto questo sventro' l'animale con una micidiale lola press.
Raccolse da terra una bandiera italiana(doveva esserci e fa scena) e la indosso come mantello.
Assunta una perfetta posa da cartonato,ringhio' verso il cielo."Io sono il potere,la rabbia,la lussuria,la distruzione,la disperazione.IO SONO LOLA!!!!!!!Di voi raccon non restera' che la coda quando avro' preso la mia vendetta"
Detto questo stacco' di netto la testa del procione massacrato la porto' dinnanzi a se,"Essere o non essere..non essere",disse e subito la lancio' contro un muro mandandola in frantumi.
Quindi comincio' a percorrere la via verso la purificazione dei raccoon.Una lunga sanguinosa e spietata redenzione.
"Se la morte e' la destinazione,io sono il tassista"By Lola
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